Esperienze di didattica della matematica Web 2.0

specialemarzo11

Una riflessione sulla valutazione

CIDI 2

La scuola media italiana:uno studio messo in atto dalla Fondazione Agnelli

Rapporto_Scuola_2011_-_Sintesi

Gli insegnanti efficaci:una check list dell’OCSE

Secondo l’OCSE gli insegnanti efficaci si contraddistinguono per:

-l’accuratezza nella preparazione delle lezioni;
-la selezione appropriata dei materiali;
-la definizione chiara di obiettivi agli studenti;
-il mantenimento della disciplina in classe;
-la costante verifica del lavoro degli studenti;
-la ripetizione delle lezioni in caso di difficoltà;
-il buon uso del tempo;
-la fiducia nelle capacità di apprendimento degli studenti;
-la condivisione degli scopi istituzionali con i colleghi;
-l’essere d’accordo sul fatto che lo scopo della scuola sia promuovere l’apprendimento degli studenti;
-il forte impegno nel successo accademico degli studenti;
-le strette relazioni collegiali;
-la flessibilità,la creatività e l’adattamento delle proprie capacità di insegnamento ai bisogni degli studenti;
-l’uso di diverse strategie di insegnamento;
-l’uso di diversi stili di interazione;
-la chiarezza espositiva ed argomentativa;
-il comportamento orientato all’impegno;
-l’uso dei suggerimenti e delle idee degli studenti.

L’interpretazione della realtà

Non c’è un vedere che non sia anche un guardare,
nè un sentire che non sia anche un ascoltare;
e il modo in cui guardiamo e ascoltiamo
è plasmato dalle nostre attese,dalla nostra posizione
e dalle nostre intenzioni”

(Robert Woodworth,Reenforcement of perception,
in American Journal of Psychology,1947)

La mente elabora una molteplicità di modelli per l’interpretazione della realtà(Bruner).Gli atti mentali sono la creazione immaginativa di mondi possibili,e sono il risultato della nostra storia e della nostra cultura.
Secondo l’autore,gli esseri umani producono i loro mondi in diversi modi,in base all’esperienza vissuta e alle attese future.
Tale teoria comporta una serie di riflessioni sul funzionamento cognitivo ed il rapporto tra scienza e umanesimo;sulla cultura e il sistema di conoscenze;sull’educazione e le modalità di apprendimento.
Esistono due diverse modalità di esplorazione del mondo :
1)La prima ,propria del pensiero paradigmatico o logico-scientifico,si basa sulla categorizzazione e concettualizzazione,secondo un percorso botton-up, (dal particolare al generale),tendendo progressivamente all’astrazione;
2)La seconda appartiene al pensiero narrativo,è focalizzata sulle intenzioni e sulle azioni,ed è fortemente ancorata all’esperienza contestualizzata.
Questi due approcci sembrano contrapporre nettamente le modalità del processo cognitivo,e di conseguenza il modo di rapportarsi alle diverse discipline.
Applicando l’approccio logico-scientifico alla poesia,Bruner evidenzia l’esistenza di una molteplicità di chiavi di lettura e di punti di vista che si integrano reciprocamente e sono il frutto dell’esperienza personale e della percezione della realtà..”per portare alla luce il significato “letterario” di un testo,dobbiamo leggerlo e interpretarlo adottando una molteplicità di punti di vista.La stessa opera può essere letta in senso letterale,morale,allegorico e mistico,l’interpretazione dipende da un apparato di strumenti culturali.
Emerge dunque con forza l’importanza del vissuto della persona,della rete di relazioni e del contesto culturale in cui è inserita.
Per ampliare i punti di vista è fondamentale partire dall’esperienza vissuta,ed instaurare un filo rosso tra il vissuto ed il nuovo,la riflessione allora si sposta pertanto su un piano epistemologico,vale a dire sul processo attraverso cui perveniamo a dare un significato all’esperienza.
Per Bruner la condizione umana può essere compresa solo capendo i modi in cui gli esseri umani producono i loro mondi;l’autore è quindi fautore di un processo interpretativo,e le ripercussioni di tale approccio sul contesto educativo e formativo sono notevoli.

La prospettiva antropocentrica ed i suoi effetti nella biosfera.

“L’in-formità”
Il poeta Mario Luzi interpreta il nostro tempo come un “Mondo in ansia di nascere…./Ma stretta/è la porta dell’origine/a miriadi si accalcano/(….)/E noi dal gorgo/d’un oscuro tempo/lì,in quello sciame/fila/ciascuno il filo/luminoso/e doloroso della grande trama/fabbricatura della storia/nella storia/la sua cava eternità/”(“l’Opera poetica”-Mondadori,Milano 2004,965).
“Il poeta avverte che è maturata nel nostro tempo una nuova coscienza,in ansia di nascere.Io,noi,la storia,il cosmo…..ci troviamo coinvolti in una travagliata,informe generazione che spetta anche a noi di compiere,in questo frangente dell’evoluzione umana.
Non è ,però,così semplice e spontaneo assumere e fare esperienza di una gestazione in atto,accogliere il mutamento della nostra esistenza,lasciare che una forma si sviluppi,fiorisca e muoia,per lasciare il posto ad un’ulteriore gemmazione,in quanto significa congedarci dal già conosciuto e rassicurante,per esporci in modo accogliente allo sconosciuto che destabilizza,di fronte al quale possono insorgere resistenze,opposizioni,conflitti,paure…..Specialmente se questo passaggio coinvolge non parti periferiche o marginali di noi stessi,ma il nocciolo dell’autocoscienza e della interrelazione con il mondo.
Come esempio emblematico di questa trasformazione da una forma all’altra di percezione,il passaggio della nostra storia recente “da una concezione di uomo antropo-centrato,ad un’emergenza dell’umano come dialogo comiugativo con le alterilà”.
La nostra modernità è iniziata con la scoperta che la terra non è immobile centro del mondo,ma una mobile particella orbitante in un sistema solare di cui è parte.
Abbiamo poi scoperto che non solo il nostro pianeta,ma nemmeno poi la specie umana è un’essenza statica,compiuta,completa,nè tantomeno perfetta e separata,ma è un cantiere aperto,un’identità in continua trasformazione,in perenne non equilibrio creativo.
E’ andata in pezzi l’idea che esista un prototipo dell’umano, pensato come fulcro,apice e compimento della creazione,e che esso sia il centro gravitazionale intorno a cui tutto orbita,e al quale tutto dev’essere riferito.
L’uomo diventa capace,con il suo sapere,di controllare l’universo,di trasformarlo in un insieme di meccanismi regolati da certe leggi,che ci permettono la predittività e l’utilizzo del mondo.
Questa affermazione del primato dell’umano ci ha illuso di poterci considerare autosufficienti,ci ha indotti a volerci separare da tutte le altre specie,dalla realtà ambientale,da tutto ciò a cui non è attribuibile l’eccellenza dell’umano,e abbiamo assegnato loro un livello di inferiorità,le abbiamo poste a nostro servizio in modo strumentale.
La prospettiva antropocentrica si è rivelata nefasta sotto molti aspetti.
Ha generato e continua a generare tutta una serie di paure difensive nei riguardi di ciò che attenta ad una presunta purezza di uomo,innesca dinamiche di epurazione,di respingimenti,di xenofobie,di omofobie,di tecnofobie.
Ha contribuito a separarci dall’ambiente della terra,verso la quale siamo,fino a compromettere la stessa organizzazione bioclimaticaprovocando una crisi ecologica planetaria.
Quale arricchimento e novità,invece,il poterci lasciare alle spalle l’idea di conoscenza come dominio e come asservimento!
Scoprire che ogni aspetto della realtà,sia esso il cosmo,la vita,le incalcolbili specie,le innumerevoli culture,sono l’esito sempre provvisorio di incessanti trasformazioni;che abitiamo un ordine in continuo e febbrile mutamento,passando attraverso fasi di disordine e destrutturazione,da cui emergono nuove soluzioni,orientamenti ,possibilità.
Diventare coscienti che proveniamo dalle stesse sorgenti biologiche di ogni essere vivente,frutto di un percorso evoluzionistico in cui l’umano è l’esito di una serie sbalorditiva di processi ibridativi con le alterità che sono i nostri partner e co-abitatori: ambiente,animali,strumenti,intelligenze artificiali.”
(Tratto da :”Le nostre seti,le nostre sorgive”,di Ivan Nicoletto,Pazzini.Editore)

Come nasce una nuova idea?

Libero

Libero è colui che
per esser qualcuno
non ha bisogno
nè di sottomettersi,nè di dominare”

(F.Dostoevskij)

L’ascolto

Un vero ascolto di qualità è discreto e silenzioso ,senza giudizio.
Questo tipo di ascolto,produce frutti ,quali, la virtù della chiarezza,il dono di un consiglio,la docilità,
l’amabilità,la delicatezza e la conoscenza di sè
.
(Francesco Torralba,L’arte di ascoltareRizzoli)

La sfida delle sfide


Un problema cruciale del nostro tempo è quello della necessità di raccogliere tutte le sfide interdipendenti.
E’ la riforma del pensiero che consentirebbe il pieno impiego dell’intelligenza per rispondere a queste sfide e che permetterebbe il legame tra le due culture disgiunte.Si tratta di una riforma non programmatica ma paradigmatica,che concerne la nostra attitudine ad organizzare la conoscenza.
Tutte le riforme concepite sino ad ora hanno girato intorno a questo buco nero nel quale si trova il bisogno profondo delle nostre menti,della nostra società,del nostro tempo e anche del nostro insegnamento.
La riforma dell’insegnamento deve condurre alla riforma di pensiero e la riforma di pensiero deve condurre a quella dell’insegnamento”
(E.MorinLa testa ben fattaRaffaello Cortina Editore).

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