Aspetti Naturalistici del Comprensorio di San Martino delle Scale (Pa)

San Martino delle Scale-Il Comprensorio

Introduzione

Fin dal Settecento, la zona di san Martino delle Scale è stata meta delle escursioni di numerosi naturalisti, provenienti dalla vicina Palermo ma anche da svariate città d’Europa:questo non solo a causa della sua vicinanza alla città, ma piuttosto a motivo delle sue caratteristiche topografiche e climatiche e per la varietà di ambienti naturali presenti.
Zone umide quali sorgenti e corsi d’acqua,cespuglieti mediterranei,querceti,rupi e creste dei monti offrono ospitalità ancora oggi,pur in misura minore, a svariate e numerose specie vegetali ed animali.
Alcune di esse, anzi, furono,per la prima volta scoperte ( o meglio “riconosciute”) proprio in questi luoghi,circostanza che accresce il valore del comprensorio anche per la storia della scienza.
Una veduta panoramica di San Martino delle Scale riconosce ancora oggi l’Abbazia al “centro” fisico e ideale della valle,ma per il resto, nel corso dell’ultimo mezzo secolo , il paesaggio è molto cambiato:case,strade ed altre infrastrutture hanno infatti occupato molti spazi, i coltivi sono stati progressivamente abbandonati, e gli aspetti naturali ( o semi-naturali) sono ormai relegati in situazioni marginali.

San Martino delle Scale-Il comprensorio

INQUADRAMENTO GEOGRAFICO E GEOLOGICO.
L’area in esame fa parte dei Monti di Palermo,costituenti un’appendice della catena appenninica.Le rocce che risultano prevalere sono calcari e dolomie,rocce carbonatiche.
La morfologia del paesaggio è fortemente influenzata dal carsismo,serie di processi erosivi caratteristica dei substrati carbonatici in ambiente mediterraneo,che agisce su queste rocce compatte e poco solubili sui punti deboli (faglie,fratture,piccole discontinuità litologiche).
A livello macroscopico , il carsismo dà origine a forme di paesaggio molto ben individuabili nel nostro comprensorio:doline,grotte,inghiottitoi.
L’area di San Martino ricade nel bacino idrografico del Vallone Paradiso (ampiezza circa 16Kmq), un tempo tributario del canale di Passo di Rigano ed oggi affluente del fiume Oreto attraverso il Canale di Boccadifalco;dopo l’alluvione del 1931,che sommerse buona parte del centro storico di Palermo,l’intero bacino è stato posto sotto il vincolo idrogeologico ed è iniziata l’attività di rimboschimento dei suoi versanti.
QUADRO BIOLOGICO:VEGETAZIONE
La formazione del “climax”(cioè la più complessa in equilibrio con l’ambiente) è costituita in generale da querceta,composta in proporzione variabile dal leccio (Quercus ilex) e dalla roverella(Quercus cfr. pubescens).
Questo tipo di vegetazione boschiva naturale , oggi è rintracciabile solo in porzioni molto limitate del territorio.
Quest’ultimo ha infatti subito ( dal passato remoto, al presente) una forte pressione antropica, in passato a causa delle attività legate all’agricoltura e all’allevamento(pascolo, taglio, incendio),oggi soprattutto a causa di quelle legate all’urbanizzazione (costruzione di case, strade, apertura di cave e discariche…..).
Se il bosco è la formazione di climax ,gli altri tipi di vegetazione si possono considerare successivi stadi di degradazione ( per azione diretta o indiretta dell’uomo) del bosco:così la macchia è un arbusteto fitto, la gariga è costituita da arbusti bassi e diradati,l’ampelodesmeto è una prateria dominata da una graminacea(“disa”).
In linea teorica,così come dalla degradazione del bosco si ha la macchia e poi la gariga,è possibile percorrere a ritroso la sequenza,purchè cessi l’azione di disturbo:ciò in effetti avviene spesso in tempi lunghi rispetto al metro umano(in funzione della condizione di degrado dell’ambiente),ma anche “a vista d’occhio”.
La possibilità di re-instaurare una vegetazione arbustiva o arborea naturale,a partire dalla vegetazione esistente,è un fatto che ritengo vada tenuto nella massima considerazione quando si voglia intervenire sul territorio per ripristinare un equilibrio idro-geologico.
I rimboschimenti a pini ed eucalipti,infatti,pur presentando innegabili vantaggi tecnici, risultano non collegati al contesto vegetazionale naturale e certo non più efficaci ( da un punto di vista idrogeologico) di quanto potrebbero esserlo alberi o arbusti spontanei.
Per inciso un rimboschimento non è un bosco, mancando di quella complessità strutturale e di quella ricchezza biologica che lo renderebbe un sistema in equilibrio dinamico con il contesto ambientale:una gariga rimboschita non è un bosco ma una gariga,con degli intrusi arborei particolarmente soggetti a stress ambientali quali ad esempio l’incendio.
GLI INCENDI:CAUSE,EFFETTI E PREVENZIONE.
Le cause degli incendi che interessano la Sicilia e poi San Martino (ormai anche la Forestale sembra prenderne atto) non sono quasi mai di origine naturale,la causa ultima è sempre l’uomo.
Gli effetti sulla flora e sulla vegetazione,sulla fauna e sul microclima,sul suolo e sulla stabilità dei versanti,sono passati in rassegna.
Una delle strategie per i futuri rimboschimenti è comunque a mio avviso quella di scegliere specie spontanee, arboree, ma anche arbustive(e se è il caso anche erbacee),che non soltanto assicurano l’attecchimento,non solo si integrano con il paesaggio e lo migliorano,(nel tentativo di tornare gradualmente al climax),ma offrono anche la garanzia di una risposta (ricaccio e germinazione) in caso di incendio.
L’educazione alla complessità ambientale e la “manutenzione”del territorio da parte di chi ci vive sembrano gli strumenti che meglio possono contrastare l’azione distruttrice del fuoco.
In natura si assiste molto più frequentemente all’autospegnimento che non all’autocombustione:la cultura ecologica inizia dove finiscono le convinzioni di comodo non documentate.
Ringraziamenti
Desidero ringraziare , per questo contributo tutti i soci dell’A.I.N.sezione Sicilia,in particolar modo i colleghi S.Pasta e A.Troia.S.Livreri Console;
il Prof E.Bellini e L’Abbazia di San Martino delle Scale
per aver ospitato la nostra mostra fotografica presso i locali del salone parrocchiale.

Aereo in fase di spegnimento di un incendio-San Martino delle Scale

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