Strategia delle” tre erre”.

Il 24 Aprile 1997 è stata sottoscritta,a livello nazionale,nella città di Fiuggi, una “Carta dei principi per l’educazione ambientale orientata allo sviluppo sostenibile  consapevole “in coerenza con le linee di indirizzo per una nuova programmazione concertata tra Stato e Regione e le province  autonome di Trento e di Bolzano in materia di  informazione,formazione ed educazione ambientale”approvate dalla Conferenza Stato-Regioni il 23 Novembre 2000.

Coerentemente con tali documenti si ritiene che nell’attuale  contesto socio-economico e negli scenari naturale ed antropici fare educazione ambientale non può limitarsi alla conoscenza delle esclusive caratteristiche dei diversi ambienti,nè può esaurirsi in sporadiche esperienze lodevoli quanto episodiche di consapevolezza dei risultati di inserimento di attività umane in un contesto naturale che ha propri ritmi,spesso poco coincidenti con le esigenze produttive degli uomini.

Si tratta invece di intervenire sui comportamenti quotidiani di tutti i cittadini,a partire da quelli più giovani,per maturare una consapevolezza piena del diritto di cittadinanza e dei doveri che da esso derivano in relazione all’uso e alla tutela delle risorse naturali e culturali e umane per le generazioni attuali e future.

Ciò conduce alla necessità di definire percorsi che aiutino tutti ad assumere consapevolezza e responsabilità del proprio ruolo di produttore e consumatore di beni e servizi,nonchè soggetto capace di essere protagonista della maturazione della coscienza collettiva nei riguardi dell’ambiente e della sostenibilità dello sviluppo.

Tra i fattori da cui dipende la nostra personale impronta ecologica,intendendo con ciò, il territorio produttivo che viene utilizzato da una determinata popolazione,individuo,famiglia,comunità,nazione…per produrre  le risorse che consuma e smaltire i rifiuti che produce.

Una definizione europea del 2002 definisce rifiuto solo ciò che verrà eliminato.Gli uomini producono una quantità di rifiuti che non è tutta riutilizzabile dagli organismi  viventi nè facilmente attaccabile dalle forze della natura.

I cicli naturali della materia e dell’energia vengono quindi messi in crisi e si alimenta continuamente l’inquinamento dell’aria,dell’acqua e del suolo.

Sono state stabilite 20 categorie di rifiuti che tengono conto dell’origine  e della pericolosità:

  • I RSU ,i rifiuti solidi urbani,sono la categoria numero 20. Comprendono rifiuti ingombranti provenienti dalle abitazioni o da locali e luoghi diversi dalle abitazioni;

-Rifiuti provenienti dalla pulizia delle strade o aree verdi;

-Rifiuti abbandonati sulle strade,nelle aree pubbliche,sulle spiagge e lungo i corsi d’acqua.

  • I RS,Rifiuti speciali,

-Sono rifiuti prodotti da attività agricole,industriali,artigianali,commerciali,di servizio e sanitari.

-Rifiuti prodotti da attività di demolizione,costruzioni e scavi.

-Macchinari e apparecchiature deteriorati o vecchi.

Veicoli e loro parti.

  • I RP,Rifiuti pericolosi,

-Rifiuti contaminati da sostanza pericolose  (arsenico,mercurio, solventi, pesticidi, composti farmaceutici, acidi, amianto…..).
la produzione di RSU,quella che coinvolge in prima persona, nei Paesi dell’Unione Europea è pari a 200 milioni di tonnellate annue che equivale ad una media annua di circa 527 Kg procapite.

In Italia è pari circa a 30 tonnellate annue,che equivale ad una media annua di circa 515 Kg pro capite; ciascuno di noi produce 1,5 Kg di rifiuto al giorno!

Che cosa possiamo fare?

Mettere in atto la “strategia delle tre erre“:

  • RIDURRE,
  • RIUTILIZZARE,
  • RICICLARE.

Ridurre la quantità di rifiuti riducendo a monte i nostri consumi,o consumando oggetti e materiali il cui scarto non sia eccessivo o sia il meno voluminoso possibile;pensiamo ai nostri acquisti in confezioni,scatole,buste,lattine,bottiglie,imballaggi…..inutilizzabili,ingombranti.

superflui.E ancora giornali,riviste,libri e quaderni buttati;piatti bicchieri tovaglioli e tutti oggetti che appartengono alla categoria dell’usa e getta si è talmente diffusa che siamo schiavi di abitudini deleterie del consumismo e dello spreco.

Riutilizzare il più possibile ciò che acquistiamo scegliendo innanzitutto prodotti che abbiano la maggiore durata possibile riparando invece di buttare ciò che si rompe,riutilizzando sacchetti,borse e contenitori,regalando vestiti,borse o altri oggetti ancora in buono stato.

Riciclare i rifiuti imparando a considerarli non come cose da eliminare e basta, ma come qualcosa da rielaborare ed utilizzare come fonte di materie prime.

Nella massa di rifiuti è presente di tutto:avanzi di cibo,plastica,carta,lattine, stracci,vetro,pile,scariche,medicinali scaduti,parti metalliche di vari oggetti.

Così mescolati sono solo rifiuti,ma se li separiamo per la raccolta differenziata,potrebbero essere riutilizzati,ovvero riciclati contribuendo a salvaguardare l’ambiente e a risparmiare risorse preziose.

Certo,affinchè ciò possa essere realizzato con successo, richiede,la collaborazione di tutti noi,selezionando in prima persona i rifiuti,sino a che questi comportamenti corretti e responsabili non diventeranno il nostro modus vivendi!

Profssa A.C.Pellerito.

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