Parco nazionale delle Foreste Casentinesi

Il territorio e le acque.

L’acqua è un incomparabile arricchimento ambientale ed una risorsa economica fondamentale,ma è anche bellezza,forza e poesia.”

Il territorio e le acque

Parco Foreste Casentinesi

L’ampia distesa montuosa compresa nei confini del Parco nazionale delle foreste Casentinesi,Monte Falterona e Campigna abbraccia i due lati del settore più elevato del crinale tosco-romagnolo,che raggiunge i 1658 metri nel Monte Falco e sfiora tale quota nella sua cima gemella, il Monte Falterona.

Parco Foreste Casentinesi

L’orografia è semplice nella struttura, ma fittamente articolata in mille pieghe di un territorio dalle forme non di rado impervie. Dalla cavalcata di dorsali dello spartiacque scendono verso la Romagna versanti ripidi e ombrosi e creste scoscese che racchiudono valli profonde e strette,ma piuttosto aspre nonostante le quote modeste.Verso Sud,invece,il versante toscano si presenta più aperto e soleggiato,con larghe pendici che,soprattutto nel settore casentinese,declinano dolcemente fino al larghissimo fondovalle percorso dall’Arno.Parco Foreste Casentinesi

La struttura geologica è composta da rocce sedimentarie.Sono in larga prevalenza formazioni di arenarie a marne,che nel versante romagnolo spiccano nel paesaggio con le caratteristiche scarpate tagliate dall’erosione fluviale che ne evidenziano le stratificazioni,oppure con creste e lastre rocciose denudate, che la vegetazione sta lentamente riconquistando e che ha un bellissimo esempio nelle “Scalacce”del Passo dei Mandrioli.

Se la geologia forma il corpo di un territorio, l’idrografia ne rappresenta il fluire ininterrotto e vitale;

Esempio di sorgente

Parco Foreste Casentinesi

quella del Parco è ricca di acque garantite dalle quote del crinale,dal clima fresco e umido e dall’estesissima copertura forestale che mitiga il deflusso,garantendo portate relativamente abbondanti nell’arco dell’anno.

Copertura forestale

Copertura forestale

L’acqua è un incomparabile arricchimento ambientale ed una risorsa economica fondamentale,ma è anche bellezza,forza e poesia.

Per rendere il paesaggio,il paese vergine che il fiume docile a valle solo riempie del suo rumore di tremiti freschi,non basta la pittura,ci vuole l’acqua,l’elemento stesso,la melodia docile dell’acqua che si stende fra le forre all’ampia rovina del suo letto,che dolce come l’antica voce dei venti incalza verso le valli in curve regali:poichè essa è qui veramente la regina del paesaggio”,si legge nei Canti Orifici  di Dino Campana, cantore di queste terre che descrisse con pennellate di rara efficacia.

Acque

Ruscello-Parco Foreste Casentinesi

Ma altri poeti furono ammaliati dal fascino discreto delle acque appenniniche,primo fra tutti Dante,che utilizzò ampiamente per creare potenti immagini simboliche ed analogiche:così il frastuono della cascata dell’Acquacheta evoca il Flegetonte infernale;così il falsario Maestro Adamo è punito con una sete inestinguibile e dal supplizio del ricordo dei “…..ruscelletti che de’ verdi colli/del Casentino discendon giuso in Arno…..”

Prof.ssa Antonina Concetta Pellerito

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...