Il Casentino:il silenzio e la pace di luoghi senza tempo

 

Camaldoli e il Sacro Eremo

Se  saranno gli Eremiti studiosi veramente della solitudine,bisognerà che habbiano grandissima cura,et diligenza,che i boschi,i quali sono intorno all’Eremo,non siano scemati,nè diminuiti in niun modo, ma più tosto allargati,et cresciuti…..”si legge nella Regola di Vita Eremitica ,dell’abate Paolo Giustiniani,stampata presso la tipografia del monastero nel 1520(Codici Camaldolesi).

Valle del Casentino

Camaldoli e il Sacro Eremo

Gli inizi della lunga storia monastica di Camaldoli risalgono a mille anni or sono e sono legati alla figura di San Romualdo;il quale,ravennate di cultura bizantina,propagò la Regola di San Benedetto secondo un’interpretazione ispirata dalla spiritualità orientale. Leggenda e storia discordano riguardo a date e circostanze,ma attorno al 1020 il Santo,in viaggio fra Romagna e Casentino,si fermò per la notte non lontano dal crinale,in località Campo Amabile,dove oggi è il Sacro Eremo; qui secondo la tradizione,vide in sogno  una lunga fila di monaci vestiti di bianco che saliva lungo una scala che si perdeva nel cielo. Vuoi per questo segno,vuoi per la concreta possibilità di dare vita ad una comunità che potesse anche assistere i pellegrini e i viaggiatori che transitavano per quelle contrade solitarie e selvatiche,il Santo si  fermò su queste terre donate pochi anni prima alla Chiesa aretina il cui vescovo,Teodaldo,fu il principale sostenitore dell’iniziativa.

Valle del Casentino

Prezioso libro Sacro in pergamena

In breve la neonata comunità definì i suoi scopi ed ampliò la sua sfera d’azione riorganizzando la “posta di viaggio” già esistente nella sottostante località di Fontebona (oggi Camaldoli),dove si trovano un Ospizio costruito nel X secolo dai monaci di Badia di Prataglia.

L’Eremo fu consacrato nel 1027;nel 1080 l’Ospizio divenne Monastero,così nacque Camaldoli,uno degli esempi più significativi di come -fra gli altri suoi meriti-la gestione monastica abbia conservato e propagato valori paesistici e naturalistici.

Prof.ssa Antonina Concetta Pellerito

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