La Valle del Casentino

I segni dell’uomo.

Il silenzio e la pace di Luoghi senza tempo.

Parco foreste Casentinesi

Valle del Casentino

Il paesaggio e l’uomo.

Il paesaggio cambia continuamente : le mutazioni naturali e gli interventi umani lo plasmano in un divenire senza sosta che può apparire immobile solamente a chi lo guarda con gli occhi esclusivi del presente. Il paesaggio naturale di queste montagne doveva essere assai diverso: a Dante che le attraversò ,in fuga, alla fine del XIII secolo apparve probabilmente un’immensa distesa di boschi misti d’alto fusto dove la presenza umana era sporadica  e marginale.

Valle el Casentino

I segni dell'uomo

Ma secoli di tagli ,di modifiche nella composizione dei boschi e di erosione della loro continuità,di aperture di strade e di radure hanno mutato la compagine originaria portando, in passato,ad una pressione sull’ambiente che conobbe il suo apice all’inizio del secolo scorso,quando si raggiunse anche la massima densità di popolazione.

Parco foreste Casentinesi

Valle del Casentino:i segni dell'uomo

Molti boschi erano impoveriti dallo sfruttamento eccessivo che non rispettava i loro naturali tempi di ripresa : centinaia di carbonai erano al lavoro per fare affluire alle città l’indispensabile combustibile e legname e carbone che servivano anche all’industria e alla rete ferroviaria,che avanzava su migliaia di traversine su cui correvano locomotive a vapore. I pascoli sopportavano un carico di bestiame esagerato ed erano in preda all’erosione,così come molti dei terreni agricoli ;l’economia stagnava,se non languiva, e molti erano costretti all’emigrazione,che dai tradizionalisti spostamenti stagionali verso la Maremma divenne sempre più una scelta definitiva.

Valle del Casentino

Carta Tematica:Valle del Casentino

Questo quadro di grave dissesto ambientale e sociale-frutto  estremo di modalità di vita rimaste pressochè immutate nei secoli-terminò repentinamente nell’arco del ventennio seguito alla seconda guerra mondiale con l’esodo di gran parte della popolazione residente. Nella realtà odierna il Parco comprende un territorio praticamente disabitato : vi abitano meno di 2000 persone, in gran parte concentrate nelle poche frazioni del versante toscano (Badia Prataglia,Serravalle,Moggiona),mentre nei quasi 200Kmq della parte romagnola rimangono appena una sessantina di abitanti.

Prof.ssa Antonina Concetta Pellerito

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