Una natura incontaminata ed i suoi colori

Parco delle Foreste Casentinesi

Gli abeti bianchi che popolano in grande quantità i monti di questo squarcio di Appennino,rappresentano la metafora vivente dell’afflato religioso e della spiritualità che da sempre hanno attraversato le terre del parco delle foreste casentinesi,nella regione Toscana,in cui,santi ed eremiti hanno trovato le condizioni ideali per vivere la loro esperienza in comunione totale con la Natura.

La vita in questi luoghi splendidi ed incontaminati è stata segnata nei secoli da questo “andare verso Dio”,che significava,anche e soprattutto,curare la Natura circostante come creatura preziosa.

Qui San Romualdo ha fondato l’Eremo di Camaldoli e San Francesco d’Assisi ha ricevuto le stimmate sul Monte de “La Verna”.

Parco foreste casentinesi-Agosto-2012

Una terra chiusa e non totalmente esplorata,attraversata in tutta la sua lunghezza dall’Arno,che qui prende e dà la vita.

Una terra dal fascino straordinario e mai uguale a se stessa,fatta di foreste e boschi antichi,di valli e di monti,di ruscelli e torrenti,paesaggi e panorami di una bellezza unica.

Una terra custodita e protetta da sempre dagli abitanti di questi luoghi,condizione che ha permesso l’istituzione appunto, del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

Carta tematica di una località del Parco
che amo moltissimo
dal nome:”Badia di Prataglia”
Agosto-2012

Monte Falterona  e Campigna, in una distesa di verde di oltre 36.000 ettari!!

Il Parco Nazionale è costituito anche di borghi nascosti tra le montagne che ancora vivono di antiche tradizioni,ad esempio a Badia di Prataglia è molto sentita l’antica tradizione della lavorazione del legno,ed ogni anno ricorre ,il giorno del 12 agosto, la sagra dei “Maestri del legno”,sapienti artigiani che lavorano con molta cura e passione ciò che dona loro la foresta!

Moltissime le opere contenute in minuscole chiese di montagna,di percorsi e sentieri (800 Km circa…)immersi in una natura straordinaria che si prestano ogni volta ad una nuova scoperta.

Mentre una farfalla “cavolaia” si posava su una specie vegetale di sottobosco
endemica.

Il Casentino pertanto offre uno scorcio,a mio parere,unico, della Toscana,in cui la modernità delle strutture ricettive

Autografo della nostra nota scrittrice italiana Susanna Tamaro
che ho fotografato
sulla parete di una nota struttura ricettiva

di informazioni e di accoglienza,si integra con la valorizzazione delle tradizioni locali e con un rispetto “religioso” dell’ambiente naturale.

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