Cos’è una flipped-classroom e come cambia l’insegnamento all’interno di essa.

“Unaflipped classroom è un modello pedagogico nel quale le classiche lezioni e l’assegnazione del lavoro da svolgere a casa, vengono capovolti. L’insegnante assegna per casa ai propri studenti alcuni video da seguire su un dato argomento, prima di trattarlo in classe. In questo modo, poiché gli studenti hanno già un’infarinatura generale dei contenuti da affrontare, si può dedicare il tempo a disposizione a scuola per dare chiarimenti, effettuare delle esercitazioni e qualsiasi altra attività funzionale ad una migliore comprensione.

Ciò richiede, da parte del docente, un’attentissima selezione delle risorse video che devono essere catalogate all’interno di un apposito corso on line creato per gli studenti. Questi ultimi, infatti, collegandosi nello spazio virtuale, hanno sempre disposizione i materiali didattici che il docente ha selezionato e/o creato proprio per loro e possono utilizzarli in qualsiasi momento della giornata.

Il vantaggio del flip teaching sta proprio nella possibilità di utilizzare in maniera diversa le ore di lezione settimanali dedicate all’insegnamento di una data disciplina, permettendo anche gli studenti di costruire il proprio sapere e di testare in qualsiasi momento le proprie competenze. Il ruolo del docente sarà quello di “guida” che incoraggia gli studenti alla ricerca personale e alla collaborazione e condivisione dei saperi appresi.

Non esiste un unico modello di insegnamento capovolto, anche se nel modello standard laclasse capovolta è vista come un ambiente di lavoro in cui gli studenti sono indirizzati verso l’uso di selezionati materiali didattici. Tra questi rientrano anche i quiz online per testare il livello raggiunto, con particolare uso dei quiz con feedback, per permettere di imparare dai propri errori. Gli studenti possono inoltre collaborare e in classe si possono avviare diverse discussioni tra loro, che permetteranno di chiarire meglio determinati concetti importanti appresi autonomamente.Il docente potrebbe anche suddividere gli studenti in piccoli gruppi e attribuire loro alcune specifiche situazioni problematiche da trattare.

Un numero sempre maggiore di istituzioni educative, soprattutto in America, si stanno “convertendo” a questa nuova metodologia didattica. Per esempio presso l’Algonquin College sono state realizzate una serie di lezioni video per spiegare le procedure di editing dei software, procedure che non possono essere facilmente presentate in una semplice lezione frontale.

Durante una tradizionale lezione, gli studenti provano spesso a carpire il maggior numero possibile delle informazioni date dal docente, annotando, a volte, freneticamente, il maggior numero di parole possibile sui loro quaderni. Ciò non permette loro di soffermarsi sui concetti, proprio perché sono concentrati su una scrittura forsennata, che li distoglie dalla comprensione di determinati nodi concettuali importanti. L’uso dei video, invece, permette agli studenti di ascoltare e riascoltare in qualsiasi momento le parole del docente. Le discussione che verranno avviate in classe permetteranno agli studenti di socializzare e collaborare nella risoluzione di un problema comune.

Le attività in stile flipped possono essere facilmente realizzate, ma è altrettanto semplice fare un uso sbagliato di questa metodologia. Infatti, essa richiede una particolare attenzione nella fase di programmazione delle attività e di selezione dei materiali didattici da sottoporre ai discenti. Inoltre, la registrazione delle lezioni richiede molto tempo e la capacità di utilizzare gli strumenti adeguati per la realizzazione di podcast. Di contro, gli studenti abituati al costante supporto del docente, potrebbero sentirsi smarriti quando utilizzano i materiali online e si potrebbe generare un fenomeno di dispersione delle conoscenze.

Come detto, con il proliferare delle flipped classroom, sarà necessario utilizzare nuovi strumenti di supporto alla didattica e andrebbe anche rivisto il curricolo scolastico. Il ruolo degli educatori sarebbe molto differente da quello attuale, in quanto sarà dispensabile effettuare un lavoro volto alla collaborazione costante durante i vari processi di insegnamento/apprendimento. Inoltre, gli studenti diventerebbero ancora più parte attiva delle attività didattiche e, di conseguenza, il loro carico di lavoro sarebbe maggiore.”

liberamente tratto da OS Didattica del 22.04.2013

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